Ferrari Dino 246 GT '71 Festival Supercar Classiche Gara 2 Nurburgring GP F
Dino è un marchio automobilistico nato nel 1965, da un accordo tra Ferrari e Fiat, e attivo fino al 1980. In seguito alla prematura morte del figlio Dino e in sua memoria, Enzo Ferrari volle aggiungere la denominazione "Dino" ad alcuni modelli da competizione, dotati del motore progettato dal figlio. Ben presto, però, Ferrari ebbe anche chiara l'impossibilità di una prosecuzione dinastica dell'azienda di Maranello e, data la non più giovane età, iniziò a prendere in considerazione alcune proposte di acquisto dell'azienda, vincolandole al mantenimento della sua totale potestà in campo sportivo, vita natural durante. Lunghe e laboriose trattative con la Ford, guidata da Lee Iacocca, ormai giunte alla firma di un contratto economicamente allettante, pare di alcuni milioni di dollari, furono bruscamente interrotte da Ferrari, non vedendo completamente rispettata la sua condicio sine qua non sull'autonomia sportiva. Il diniego portò a una serie di ritorsioni del potente gruppo statunitense che usò tutta la sua influenza per mettere in difficoltà la Scuderia Ferrari nel campo delle competizioni, causando vari e importanti nocumenti al piccolo team italiano. Durante le stagioni sportive del 1964 e 1965, la Ferrari si trovò a fronteggiare un atteggiamento molto rigido della FIA, impose una rigorosa interpretazione del regolamento sulle numero di esemplari da omologare per le vetture "Gran Turismo" , basati su opinabili interpretazioni dei regolamenti tecnici, impossibili da superare nei tempi richiesti per un'azienda poco più che artigianale come la Ferrari. Dopo aver cercato inutilmente sostegno delle autorità sportive italiane, Enzo Ferrari decise di restituire la licenza sportiva italiana e di iscrivere le sue vetture con i colori statunitensi della NART, nelle ultime due gare del campionato di Formula 1 del 1964. In quella situazione che si faceva vieppiù difficoltosa, provvidenziale fu l'intervento di Gianni Agnelli, estimatore e acquirente delle vetture Ferrari, che ravvisò l'opportunità e la convenienza di una mutua intesa tra le due aziende, anche in prospettiva di una futura fusione o acquisizione da parte del gruppo torinese. Dopo vari contatti, favoriti dai buoni uffici di Battista Farina e del figlio Sergio, "il Drake" e "l'Avvocato" giunsero a un primo accordo. Oltre all'occasione di una joint venture con la Ferrari, foriera di futuri sviluppi, probabilmente alla dirigenza Fiat non sfuggì la congiuntura di potersi accattivare la simpatia dei moltissimi tifosi che la minuscola e giovane Scuderia di Maranello aveva in tutto il mondo, affascinati dalle vittorie nei campionati Formula 1 e Sport, ma ancor più dai ripetuti successi nelle gare di maggior prestigio internazionale: dalla 24 Ore di Spa alla Targa Florio, dalla 24 Ore di Daytona alla 24 Ore di Le Mans, fino ad arrivare alla Carrera Panamericana e alla Mille Miglia. Oggetto della convenzione fu un'alleanza industriale che prevedeva una sinergia per la costruzione di 500 motori esacilindrici, in 12 mesi, allo scopo di raggiungere la quota prevista dai nuovi regolamenti per la partecipazione al campionato di Formula 2, che sarebbero entrati in vigore nel 1967. I contenuti dell'accordo Fiat-Ferrari vennero resi noti alla stampa il 1º marzo 1965, sollevando un grande clamore in tutto il mondo sportivo. Oltre al piccolo programma produttivo-sportivo, sancivano infatti lo schierarsi della Fiat e di tutta la sua potenza industriale in appoggio all'ormai emarginata Scuderia Ferrari, peraltro interrompendo l'assenza ufficiale e ufficiosa della casa torinese dai Gran Premi, iniziata nel 1927, dopo la dimostrazione d'addio con la Fiat 806. Le Dino da competizione A parte i precedenti modelli "156 F2", "246S" e "196 S" che portavano la denominazione "Dino", la prima vettura direttamente correlata all'accordo Ferrari-FIAT fu il prototipo "Dino 166 P", fatta scendere in pista il 25 aprile 1965, sul Circuito di Monza, allo scopo di mostrare l'immediata operatività del patto. Durante lo stesso anno il prototipo si evolse nella "Dino 206 SP" e, l'anno successivo, nella "Dino 206 S". Le Dino di serie L'annuncio della collaborazione Fiat-Ferrari nella costruzione del comune motore esacilindrico a V fu seguito da una pianificata presentazione di modelli stradali, in modo da essere al centro dell'attenzione nei più importanti saloni internazionali. Il primo modello fu il prototipo Dino Berlinetta Speciale che fece il suo debutto il 7 ottobre 1965, Salone dell'automobile di Parigi. Pur esposta nel "neutrale" stand della Pinifarina, il prototipo mostrava chiaramente l'impostazione per una vettura stradale, facendo intuire che l'annunciato programma costruttivo in serie non era da considerarsi una boutade pubblicitaria.
About Ferrari P
The Ferrari P was a series of rear mid-engined two seat sports prototype racing car models produced by Ferrari during the 1960s and early 1970s to be raced mainly by the factory Scuderia Ferrari racing team. When a double digit number of identical cars was planned for homologation and sale to customers, the codes LM (Le Mans) or S (Sportscar) were used instead. Although Enzo Ferrari witnessed the rear mid-engined Auto Union racing cars of the 1930s, and with Cooper dominating F1 with back-to-ba...
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